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Il coaching in Fondazione Rui

Per quanto riguarda le esperienze che coinvolgono la Fondazione Rui, il contenuto delle pagine che seguono è tratto dal libro "Il coaching universitario per competenze", dell'Ufficio studi della Fondazione Rui, edito da Franco Angeli nel 2009, avente come curatori Cassoli Federico e Tucciarelli Massimo.

Dati quantitativi
La metodologia di coaching universitario descritta nel capitolo precedente è stata applicata in via sperimentale nei collegi della Fondazione Rui per due anni accademici (dal 2006 al 2008).
Il processo di coaching è stato realizzato con 40 studenti da parte di 4 coach.
La distribuzione temporale delle sessioni di coaching è stata, per ogni coachee, la seguente:
a.    Un incontro preliminare della durata media di un'ora per la spiegazione della metodologia e dei passi da seguire.
b.    Dopo l'autovalutazione delle metacompetenze da parte del coachee, un incontro della durata media di un'ora per il commento dell'autovalutazione e la preparazione del piano di miglioramento trimestrale.
c.    Dopo due settimane circa, un incontro della durata media di 15 minuti per la verifica: incontro che si ripete ogni due settimane per un periodo di tre mesi circa.
d.    Dopo tre mesi, successivamente ad una nuova autovalutazione da parte del coachee, un nuovo incontro della durata media di un'ora per il commento della nuova autovalutazione e la preparazione di un nuovo piano di miglioramento o l'aggiornamento del precedente.
Questo schema si ripete ciclicamente per un periodo di due anni accademici. Ogni anno accademico consta di nove mesi, perché si presuppone una interruzione nei tre mesi estivi.
Tenendo presente quanto sopra, la durata complessiva del processo può essere così stimata:
·    Per ogni studente il coach ha dedicato una media di 8 ore e 15 minuti all'anno, così suddivise:

o    4 ore per l'incontro preliminare e per tre sessioni relative alla preparazione e all'aggiornamento del piano di miglioramento trimestrale;
o    4 ore e 15 minuti per 15 (2 al mese per 9 mesi = 18, meno 3 coincidenti con le sessioni di preparazione e aggiornamento del piano di miglioramento) incontri quindicinali di verifica.
·    Pertanto in due anni sono state dedicate ad ogni coachee, in media, 16 ore e 30 minuti.  

·    Complessivamente sono state dedicate 660 ore.


Valutazioni sintetiche
Per la maggior parte degli studenti l'utilità del coaching è consistita nella scoperta di nuove prospettive.
A tale beneficio si è unito quello, caratteristico del tutoring, nascente dalla prospettiva della verifica guidata e del confronto. Tale prospettiva ha motivato diversi studenti a realizzare desideri che avevano già avuto in precedenza, ma che non avevano considerato fattibili per timore dell'impegno che ciò avrebbe richiesto.
In generale, la motivazione di chi ha cominciato il coaching è andata aumentando durante il primo anno, mantenendosi costante durante il secondo anno.
Un primo aspetto positivo del metodo è apprezzabile nella fase del goal setting, circa la trasformazione delle metacompetenze in obiettivi e degli obiettivi in azioni: è vero che la correttezza di tali trasformazioni dipende anche dall'abilità del coach; tuttavia il metodo stesso aiuta perché la modulistica fa sì che tali operazioni, decisive per la buona impostazione del coaching,  non possano essere tralasciate.
Nella fase del follow up, un pregio del metodo utilizzato è che contempera rigore e flessibilità: consente infatti una verifica puntuale delle azioni realizzate e al tempo stesso fornisce la possibilità di cambiare le mete, gli obiettivi e le azioni quando il coachee ne avverte l'esigenza.

Alcune sequenze di trasformazioni di mete in obiettivi e di obiettivi in azioni

Abbiamo estratto dai piani di miglioramento alcune sequenze di trasformazioni di mete in obiettivi e di obiettivi in azioni. Le riportiamo, in forma anonima, perché costituiscono una testimonianza significativa dell'efficacia della metodologia nella fase del goal setting.
Metacompetenza: Studio = Capire e realizzare ciò che è necessario per apprendere.
Dimensione: Pianificazione = Faccio programmi realistici relativi agli esami da preparare e sono affidabile nel rispettare i tempi programmati.
·    Obiettivo: Superare l'esame x entro due mesi.

o    Azione a): Dividerò il numero delle pagine del libro da studiare per 30 e studierò quel numero di pagine ogni giorno. Trascorsi 30 giorni, dividerò il numero delle pagine per 20 e ripeterò ogni giorno quel numero di pagine. Trascorsi 20 giorni, dividerò il numero di pagine per 10 e ripeterò ogni giorno quel numero di pagine, in modo da arrivare all'esame avendo ripetuto ogni argomento tre volte.
o    Azione b): Ogni sera prenderò nota delle cause di eventuali ritardi nel compimento di questo programma, e adotterò eventuali contromisure.
Dimensione: Applicazione = Dedico il tempo necessario allo studio e difendo la mia concentrazione.
·    Obiettivo 1: Mantenere la concentrazione sullo studio per almeno un'ora consecutivamente.

o    Azione a): Alternerò a periodi di un'ora di studio pause di 10 minuti.
o    Azione b): Mentre studio terrò accanto a me un foglio, sul quale appunterò le idee che mi vengono relative a cose che potrei fare, in modo da utilizzarle in momenti diversi.
·    Obiettivo 2: Difendere il tempo di studio da altri impegni che tendono ad invaderlo.

o    Azione a): Farò ogni giorno un programma scritto di gestione del mio tempo e verificherò il suo compimento, prendendo nota delle cause di eventuali anomalie.
o    Azione b): Vedrò le e-mail solo a fine giornata, quando ho terminato di studiare.

Metacompetenza: Equilibrio emotivo = Gestire correttamente le emozioni proprie e altrui.
Dimensione: Autenticità = Manifesto con naturalezza le mie emozioni, senza voler apparire indifferente o diverso.
·    Obiettivo: Nel parlare con mio padre esprimerò verbalmente qualcosa dei sentimenti che provo come reazioni interiori a ciò che lui mi dice.

o    Azione: Per quindici giorni prenderò nota, tutte le sere, delle circostanze in cui sono riuscito a farlo.

Dimensione: Integrazione = Utilizzo le emozioni come aiuto per le decisioni, senza farmi trascinare da esse.
·    Obiettivo:  Riflettere prima di decidere di aderire alle proposte che i miei amici mi fanno per i programmi del fine settimana.

o    Azione: Prenderò un lasso di tempo di almeno una giornata fra quando ricevo la proposta e quando do la risposta.
Metacompetenza: Metodo = Agire secondo un criterio adeguato a ciascuna circostanza.
Dimensione: Ordine dell'ambiente = Mantengo secondo un certo criterio gli oggetti personali o del mio ambiente.
·    Obiettivo 1:  Tenere in ordine la scrivania (la stanza).

o    Azione a): Stabilirò il criterio di disposizione degli oggetti e uniformerò ad esso la loro collocazione.
o    Azione  b): Riordinerò tutti i giorni la scrivania (la stanza).
·    Obiettivo 2: Disfarsi di cose inutili.

o    Azione: Ogni settimana dedicherò un'ora a buttar via cose inutili.

Metacompetenza: Ampiezza di orizzonti = coltivare interessi che vanno al di là del proprio ambito culturale.

Dimensione: Informazione = mi mantengo aggiornato sull'attualità e condivido le mie informazioni.
·    Obiettivo 1: Dedicare tempo ad informarsi.

o    Azione: Ogni giorno leggerò il giornale oppure vedrò un telegiornale.
·    Obiettivo 2: Riflettere su ciò che leggo.

o    Azione: Cercherò sul vocabolario il significato dei termini poco chiari che trovo leggendo il giornale.

Metacompetenza: Solidarietà = Essere sensibili alle necessità sociali.
Dimensione: Sensibilità sociale = Sono consapevole di situazioni umane di indigenza e di sofferenza, diverse da quelle in cui vivo abitualmente.
·    Obiettivo: Conoscenza di realtà sociali critiche.

o    Azione a): Raccoglierò prime notizie tramite giornali e telegiornali.
o    Azione b): Approfondirò la conoscenza tramite ricerche su Internet.
Dimensione: Disponibilità = Dedico tempo o denaro ad attività di assistenza o di formazione degli altri.
·    Obiettivo: Fare un'esperienza di solidarietà sociale.

o    Azione: Assumerò informazioni su possibilità concrete di volontariato che ci sono nella mia città, fino a trovare quella che sento adatta a me.


Come sono state affrontate le resistenze al cambiamento
Vediamo adesso come, nel processo di coaching, sono state affrontate le inevitabili resistenze al cambiamento, attraverso una sintesi delle esperienze più significative. La scelta di tali strategie è venuta dal coachee, mentre il coach ha stimolato attraverso le domande la riflessione sulle opportunità da prendere o meno in considerazione.
Una prima leva motivazionale è stata il riallineamento di un obiettivo rispetto a finalità ulteriori fortemente sentite.
Un'altra leva motivazionale è consistita nell'aiutare il coachee a percepire meglio il valore delle altre persone, la soddisfazione di valorizzare gli altri, l'importanza per la propria vita di avere relazioni profonde e costruttive: sia con gli altri in generale, sia con determinate categorie di persone.
È servito anche, in molte situazioni, far riflettere il coachee sulla limitatezza della nostra percezione della realtà. Attraverso tale riflessione, infatti, si è formata l'intima convinzione che le cose non sono sempre così negative come a volte sembrano e che le persone non sono sempre così come noi, a volte, le immaginiamo.
Analogamente, ha giovato la riflessione sul fatto che, per cambiare situazioni che presentano inconvenienti, agire in qualche modo è in ogni caso utile, mentre i pensieri che giustificano il non agire hanno spesso qualche presupposto falso.
Altre volte la motivazione è stata sorretta mediante la decisione del coachee di suddividere un obiettivo considerato troppo impegnativo in sotto-obiettivi più facili. In tal modo gli è stato possibile provare la soddisfazione di un piccolo successo, e tale motivazione lo ha motivato a proseguire ulteriormente nell'impegno.

Cambiamenti personali significativi
Intendiamo ora descrivere l'efficacia che il processo di coaching ha avuto in singole persone. Per rispettare l'anonimato dei protagonisti, la descrizione delle situazioni è più generica di quella che risulta dalla documentazione. Tuttavia essa è sufficiente per farsi un'idea dell'importanza dei cambiamenti che sono stati realizzati.
Nel campo dello studio i cambiamenti registrati hanno riguardato:
·    L'adozione di una metodologia efficace per la preparazione degli esami.

·    Una valutazione realistica della difficoltà e del tempo richiesto dalla preparazione di alcune materie.   

Nel campo, molto vicino al precedente, dell'impiego del tempo, diversi studenti hanno acquisito l'abito della programmazione, consistente nel riflettere su obiettivi (professionali e di altro tipo) a breve, medio e lungo termine. Hanno sperimentato in tal modo i vantaggi di un pensiero strategico, capace di individuare le finalità ultime e di ordinare ad esse finalità intermedie; e hanno combinato tali vantaggi con quelli di una  programmazione a breve termine, consistente, ad esempio, nell'uso di un planning settimanale.
Un ambito di cambiamenti profondi è stato quello dei rapporti interpersonali, dove diversi studenti hanno scoperto di poter applicare riflessione e iniziativa:
·    per cercare di instaurare un maggior numero di relazioni personali significative;

·    per curarne in particolare alcune;

·    per orientare frequentemente la conversazione con gli altri verso temi personali, e non solo verso argomenti di studio o comunque emotivamente poco coinvolgenti;

·    per modificare il proprio atteggiamento nei confronti degli altri, cominciando a concepire le relazioni come orientate al bene altrui e non solo al proprio interesse individuale;

·    per privilegiare l'ascolto degli altri anziché la comunicazione  a senso unico di idee ed opinioni.

Conseguenze di questi cambiamenti sono state: lo sperimentare la gioia della gratuità, lo scoprire nuove prospettive di senso per la propria vita o le proprie attività e, infine la nascita di nuove amicizie.
Queste scoperte hanno coinvolto anche le prospettive professionali.

Alcune testimonianze sull'efficacia del coaching
"Sin dall'inizio il progetto del coaching mi ha incuriosito e ho cercato di impegnarmi per quanto possibile a perseguire gli obiettivi che io stesso mi proponevo di volta in volta. Ho imparato a relazionarmi meglio con le persone che mi circondano, ho imparato a pianificare le mie giornate in funzione dei miei impegni, non tralasciando la parte, senza dubbio molto importante, del tempo dedicato agli altri. Soprattutto ho imparato che se voglio cambiare una cosa del mio carattere che non mi piace, questo è possibile".
 "Il coaching  per me è stata una piacevole scoperta, che mi ha permesso di migliorare sotto alcuni aspetti che considero importanti. Penso che il coaching, almeno per come l'ho vissuto io, sia un  percorso che aiuta a migliorare rendendo possibile la gestione di alcune situazioni, prima più difficoltosa. Nel mio caso ho scelto di lavorare soprattutto sull'aspetto organizzativo degli impegni e, più in generale, dei tempi della giornata, elemento che mi aveva sempre creato qualche problema".
"Il coaching è molto utile, perché permette di riflettere bene sulla propria situazione personale, sviscerando tutte le aree di difficoltà, aiutati in questa delicata fase da un coach preparato. Proprio la presenza di una figura "esterna", che aiuta ad affrontare il programma di miglioramento, trovo che sia l'elemento decisivo, il punto di forza, che permette di impegnarsi a fondo applicandosi seriamente per raggiungere gli obiettivi che ci si propone".
"Il coaching mi ha aiutato a capire che sono io a poter trovare le risposte ai miei desideri di crescita e miglioramento. La metodologia applicata ha dato costanza e sistematicità al mio sforzo, ma sono stato io l'autore del cambiamento che ho avuto".
"L'utilizzo di moduli cartacei, scritti e firmati, all'inizio mi era sembrato un po' formale. Col passare del tempo, però, mi sono reso conto che questo è uno dei punti di forza del coaching: poter rivedere il lavoro svolto, e i risultati ottenuti, è uno sprone ad andare avanti con nuova energia. Così, passo dopo passo, si arriva ad esiti veramente sorprendenti. Un po' mi dispiace che sia finito, però ormai possiedo i mezzi necessari per continuare autonomamente il coaching, anche senza dovermi rivolgere ad un coach esterno".
"Penso che il servizio di coaching per studenti universitari offerto dalle strutture collegate alla Fondazione Rui sia innovativo nel panorama formativo universitario. Consente infatti ai partecipanti di sperimentare, dal vivo, dei fenomeni di cambiamento personale voluti, e permette loro di acquistare nuova consapevolezza sulle proprie capacità. Mi sembra che questo tipo di approccio possa costituire un momento molto importante nello sviluppo della personalità, in un'età cruciale".


Fondazione Rui - Via Domenichino 16, 20149 Milano - tel. 02 48010813 info@fondazionerui.it
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