Dal coaching Aziendale al coaching Universitario

Il contenuto delle pagine che seguono è tratto dal libro "Il coaching universitario per competenze", dell'Ufficio studi della Fondazione Rui, edito da Franco Angeli nel 2009, avente come curatori Cassoli Federico e Tucciarelli Massimo.

Perché il coaching universitario
Il coaching è stato praticato innanzitutto nel mondo aziendale. In tale contesto esso è finalizzato al conseguimento di risultati da parte di un dipendente, di un dirigente o del titolare stesso dell'azienda. Perciò la sua esigenza è spesso indotta da un gap di performance, cioè dalla distanza fra la performance effettivamente svolta dalla persona e il livello richiesto dal suo ruolo.
Oggi il mondo del lavoro pretende molto dai giovani che vogliano ricoprire ruoli significativi. Appena terminati gli studi universitari, il neo laureato che entra in una realtà aziendale deve far fronte a diverse aspettative: essere efficiente, saper risolvere i problemi che si presentano, saper trovare soluzioni innovative, essere collaborativo con i colleghi, saper ben gestire le relazioni esterne, accettare con umiltà i feed-back sul proprio operato... Non è facile essere all'altezza di tante esigenze su fronti diversi.
D'altra parte, posto che alcune di queste esigenze sono relative a competenze tecniche mentre altre sono relative ad aspetti del carattere, esiste una comprensibile tendenza delle aziende a dare formazione ai propri assunti quasi esclusivamente sulle prime: l'azienda, infatti, ha generalmente sia l'interesse che  le risorse per insegnare a svolgere certi compiti o funzioni secondo i propri standard. Rispetto al carattere, invece, prevale una tendenza diversa: il mondo del lavoro non dà formazione, ma fa selezione. Le aziende cercano persone che abbiano già un carattere solido e completo, e considerano questo aspetto ben più importante del possesso di nozioni o abilità che è relativamente facile insegnare successivamente. Perciò la formazione del carattere -  e, in una certa misura, lo sviluppo delle soft skills, che è legato al carattere -  è un compito che bisogna completare, a partire dall'adolescenza, negli anni degli studi universitari.
L'utilizzazione del coaching a questo fine appare pienamente in sintonia con la finalità, propria dell'Università, di sviluppare negli studenti le competenze sufficienti ad iniziare lo svolgimento di un lavoro professionale. La preparazione universitaria, che per sua natura è prevalentemente informativa o intellettuale, viene utilmente completata in tal modo dalla formazione allo sviluppo del potenziale e degli abiti comportamentali.

Coaching per studenti
Il coaching, nella sua struttura essenziale, è un aiuto a superare le resistenze al cambiamento: coadiuva in particolare a superare convinzioni mentali limitanti, a sviluppare il potenziale implicito nella persona e a rafforzare abiti positivi. Questo approccio risulta nuovo per la maggior parte degli studenti, abituati dalla scuola a focalizzarsi sull'apprendimento di nozioni piuttosto che sulla definizione degli obiettivi e sull'analisi delle proprie motivazioni.
La caratteristica che stabilisce una particolare sintonia fra il coaching e la sensibilità giovanile è il fatto che esso aiuta la persona a cambiare nella libertà: al coachee non vengono indicate le mete da raggiungere né vengono suggeriti i mezzi per farlo; al contrario, è lui stesso che individua sia gli obiettivi che le risorse per il cambiamento, mentre il coach si limita ad aiutarlo in questo processo. Ciò viene incontro al desiderio di libertà, che è molto sentito dai giovani, facendo venire loro la voglia di orientare le proprie energie al miglioramento personale.
Il processo di coaching, nell'esperienza della Fondazione Rui, si configura come un ciclo virtuoso alimentato da tre protagonisti:
1.    Il coachee: lo studente universitario, il quale valuta da sé la propria condizione  e le proprie esigenze.
2.    Il coach, il quale ha il compito di aiutarlo a realizzare il cambiamento che lui desidera.
3.    La Fondazione Rui, che garantisce la formazione dei coach e coordina e supervisiona la loro attività. Inoltre è costantemente attenta a recepire le esigenze provenienti dal mondo del lavoro e le illustra agli studenti, aiutandoli a formarsi una visione corretta di ciò che servirà loro entro alcuni anni. La funzione di ricezione delle esigenze provenienti dal mondo del lavoro è attuata mantenendo costanti contatti con dirigenti e responsabili del personale di aziende che operano in settori diversi. Quando è possibile tali personaggi vengono portati a contatto diretto con gli studenti, mediante incontri collettivi.
Le tipologie di persone che chiedono di iniziare ad usufruire di un servizio di coaching sono abitualmente:
·    Studenti spinti dal desiderio di eccellere nella vita universitaria e professionale, i quali si rendono conto che, per ottenere questo scopo, servono non soltanto doti intellettuali, ma anche abiti comportamentali.

·    Studenti consapevoli di aree di crescita, riscontrabili nello studio e nelle relazioni con gli altri, i quali si vogliono allenare per conseguire tali miglioramenti.


Il coaching per competenze

Esistono varie forme di coaching. Le differenze tra l'una e l'altra nascono dalla funzione per cui lo strumento del coaching viene utilizzato.
Fra le varie forme di coaching, quella che la Fondazione Rui ha ritenuto più adatta come punto di partenza per il proprio programma è il coaching aziendale o professionale. Si tratta del coaching avente per oggetto un miglioramento personale che si traduce in concreti risultati sul piano lavorativo: sia esso richiesto da un'azienda per uno o più dipendenti o collaboratori (coaching aziendale) oppure da un libero professionista (business coaching, come forma specifica del personal coaching).
Il motivo della scelta di questo punto di partenza è che consente di contemperare la finalità essenziale del coaching, che è lo sviluppo del potenziale, con la massima attenzione al risultato. Inoltre il coaching aziendale è il campo nel quale sono state sviluppate metodologie diffusamente applicate, testate e studiate.
Anche nell'ambito del coaching aziendale esistono varie forme applicative. In realtà ogni programma di coaching ha una sua specificità. Tuttavia, volendo mantenere una visione di sintesi, possiamo dire che le tipologie più frequenti sono due:
1.    Quella "aperta", nella quale l'aiuto richiesto al coach ha per oggetto le abilità decisionali, del singolo o di un gruppo, nell'ambito di un processo di problem solving. In tal caso il coach si affianca al coachee per aiutarlo a reperire in se stesso le risorse strategiche e manageriali che sono necessarie per il perseguimento degli scopi aziendali o professionali.
2.    Quella "chiusa", nella quale la meta che il coachee si propone, con l'aiuto del coach, è l'acquisizione o il miglioramento di una o più specifiche competenze. Si parla a questo proposito di coaching per competenze.
Si è ritenuto che il coaching per competenze fornisca il punto di partenza più adatto per essere utilizzato come strumento per la formazione degli studenti universitari. Infatti ai vantaggi del coaching aziendale prima evidenziati esso aggiunge quello di coniugare lo strumento del coaching, inteso come aiuto per lo sviluppo del potenziale, con un percorso di qualificazione.
In altri termini esso consente, prima dell'inizio del coaching, di orientare la riflessione dello studente entro un ventaglio di competenze utili per prepararsi alla futura attività professionale. Questo orientamento è perfettamente compatibile con la libertà dello studente di scegliere le competenze su cui lavorare: infatti è lui stesso che, dopo essersi valutato, decide autonomamente le proprie mete fra le competenze che gli appaiono più motivanti. Al tempo stesso, tale sistema aiuta lo studente ad esercitare la propria libertà "con cognizione di causa", cioè conoscendo in anticipo quali sono gli aspetti della propria crescita umana che possono essere più importanti per il successo professionale.

Gli adattamenti in fase di applicazione
L'applicazione delle metodologie proprie del coaching aziendale per competenze agli studenti universitari ha comportato l'esigenza di alcuni adattamenti.
Nel coaching aziendale le competenze sulle quali il coachee si propone di lavorare scaturiscono dalle esigenze del lavoro. Esse costituiscono il presupposto in base al quale l'azienda richiede l'intervento del coach, oppure il libero professionista si rivolge a lui. Si tratta generalmente di esigenze molto specifiche.
Per uno studente universitario la situazione è diversa:
·    Per la complessità della sua condizione: l'attività attuale dello studente è costituita dallo studio, ma tale attività è in preparazione ad un futuro lavoro professionale.

·    Per la difficoltà a conoscersi con profondità. Infatti l'attività di studente può, per le sue caratteristiche peculiari, non mettere alla prova certi aspetti del carattere (ad esempio, è possibile che uno studente non si accorga di essere distratto, difetto che potrebbe penalizzarlo in molti tipi di lavoro).

·    Per la mancanza di esperienza di ciò che il futuro lavoro significherà concretamente per lui: non soltanto perché a volte lo studente non ha ancora deciso quale lavoro farà; ma anche perché, pur avendolo deciso, può solo immaginare quali esigenze quel lavoro comporterà per lui, mentre la realtà sarà il più delle volte diversa.

Lo studente va pertanto aiutato a prepararsi a far fronte a quelle esigenze che, se non sono ancora attuali, presto potrebbero diventarlo, ed entrare a far parte del suo normale scenario di lavoro. In questa prospettiva sono state seguite tre strade:
1.    Aiutarlo a ricavare da una riflessione sul proprio rendimento negli studi lo stato di sviluppo di alcune competenze.
2.    Assumere dal mondo del lavoro alcune esigenze generali circa il modo di lavorare con efficacia, presentadole come competenze sulle quali lo studente viene invitato a riflettere.
3.    Valorizzare l'impegno per l'acquisizione di tali competenze come modo per fare esperienza di cambiamenti utili.
Queste tre strade convergono in un unico sbocco:  l'elenco delle competenze (chiamato "mappa delle competenze"), che viene proposto allo studente per uno studio di comprensione e di autovalutazione.
Qualunque siano le competenze presenti nella mappa, l'impegno per acquisirle è sfruttato come esperienza utile in sé e per sé. Ciò trasforma tali competenze in metacompetenze, termine qui inteso nel senso di "competenze utili per l'aquisizione di altre competenze". Pertanto il coaching universitario è per metacompetenze, e solo per brevità si parla di coaching per competenze.
Mentre nel coaching aziendale è utile per l'assessment una valutazione a 90°, 180° o 360° (a volte vi si rinunzia perché ha costi alti, non perché non sarebbe utile), nel coaching universitario l'unica forma possibile di valutazione è l'autovalutazione.
Esiste infine una grande varietà possibile di mappe di competenze per studenti.


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